A gennaio mobilitazione popolare , con una manifestazione per denunciare il disagio di un territorio, il Sulcis Iglesiente, con 130 mila abitanti e con più di 35mila disoccupati e migliaia di lavoratori in regime di ammortizzatore sociale. La decisione è stata presa nel corso di una riunione del comitato presieduta dalla Ust Cisl Sulcis Iglesiente, a cui hanno partecipato il presidente dei sindaci del distretto di Carbonia-Iglesias, il Movimento delle partite Iva, degli artigiani e commercianti, rappresentanze sociali e imprenditoriali del territorio, dei movimenti studenteschi e disoccupati.
"Al disastro industriale causato dall’incapacità della classe politica - evidenziano i promotori dell’iniziativa -, si somma la poca organizzazione delle risorse, disponibili, anche grazie alla Comunità Europea, fondamentali per il rilancio di settori strategici come il turismo, la pesca, il commercio, l’agricoltura e l’artigianato. Il gap infrastrutturale e la mancanza di collegamenti con il resto della penisola sono un deficit necessariamente da sanare". E aggiungono: "L’unico intervento disposto dal governo nazionale negli ultimi anni per la nostra zona è il "Piano Sulcis", un piano finora, solo sulla carta, i cui fondi sono gli stessi stanziati da precedenti governi oltre dieci anni fa. Un Piano certificato dal governatore regionale come la panacea di tutti i mali del Sulcis, senza tener conto che non ha prodotto nemmeno un posto di lavoro. Questi territori attendono di spendere quei denari da fin troppo tempo. Occorre pianificare seriamente e progettare il rilancio di un territorio come il nostro, occorre farlo nella pratica nell’immediatezza e non sulla carta". Le prossime assemblee organizzative si terranno, l’8 gennaio a Portoscuso, il 12 gennaio a Sant’Antioco e il 15 gennaio ad Iglesias.